Il gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes) è una specie attualmente a rischio di estinzione, per questo inserita negli Allegati II e V della Direttiva Habitat.

Le principali minacce per le popolazioni del gambero di fiume autoctono sono l’alterazione dell’habitat prediletto, causato dalla modifica della morfologia dei corsi d’acqua, dal peggioramento della qualità chimico-fisica delle acque, dallo stravolgimento del regime idrologico, a cui concorrono sempre più decisamente, insieme all’uomo, anche i cambiamenti climatici, oltre che, non da ultimo, la colonizzazione della maggior parte degli habitat di pianura da parte dei gamberi alloctoni invasivi, portatori sani della peste del gambero.

Il LIFE IP GESTIRE 2020 si è dedicato, con l’Azione preliminare A15, all’aggiornamento del quadro conoscitivo dello stato di conservazione dell’habitat e delle popolazioni di gambero d’acqua autoctono nei Siti Natura 2000. I siti coinvolti nelle azioni di conservazione della specie ricadono negli ambiti territoriali gestiti dai seguenti enti:

  1. Comunità Montana Valli del Verbano
  2. Parco dei Colli di Bergamo *
  3. Parco delle Orobie Valtellinesi *
  4. Parco Monte Barro *
  5. Parco Campo dei Fiori *
  6. Parco dell’Adamello *
  7. Parco dell’Alto Garda Bresciano
  8. Parco di Montevecchia e della Valle del Curone *
  9. Parco Spina Verde di Como *
  10. Riserva Naturale Oasi WWF Valpredina *
  11. Riserva Naturale Sasso Malascarpa (ERSAF) *
  12. Riserva Naturale Sorgente Funtanì

In questi ambiti sono stati condotti lo studio preliminare dell’idrografia, la caratterizzazione genetica delle nuove popolazioni individuate di Austropotamobius spp. e la progettazione di interventi di miglioramento dell’habitat adatto alla specie.
Alcuni enti, sopra evidenziati con *, hanno costituito i Gruppi di Recupero Gamberi (GReG), cioè gruppi di pronto intervento adeguatamente formati da parte del progetto, che possono intervenire rapidamente per la tutela delle popolazioni di gambero autoctono a rischio di sopravvivenza.
Nell’ambito dell’az. A15 sono inoltre state predisposte e pubblicate nel 2019 le Linee guida per il contenimento delle specie alloctone di gambero in Lombardia, fondamentale strumento conoscitivo per il contenimento di una delle principali minacce alla sopravvivenze della specie.

Le azioni concrete di conservazione dureranno per tutto il progetto, riproponendo le esperienze già avviate con il precedente progetto LIFE CRAINat (Azione C6).
In particolare, nei centri riproduttivi di Tignale (BS) e di Canzo (CO) sono attivi i cicli riproduttivi e di allevamento per la produzione di novellame destinato poi alla semina in ambiti naturali, adeguati alle esigenze ecologiche della specie, identificati con gli studi condotti nell’azione A15.
Gli interventi di miglioramento ambientale, già individuati durante la fase preliminare, vengono realizzati direttamente dagli Enti gestori grazie al finanziamento del LIFE IP GESTIRE 2020.

Gli enti gestori sono inoltre coinvolti nelle attività di sensibilizzazione e disseminazione delle buone pratiche per la conservazione del gambero di fiume autoctono. L’Azione E9 del LIFE IP GESTIRE 2020 ha finanziato la stesura di uno specifico Piano di comunicazione per ogni ente, coinvolgendo tutti i soggetti la cui attività è in grado di influire sulla conservazione della specie (popolazione locale, escursionisti, ecc.).
I piani di comunicazione, da attuare nel territorio di competenza, prevedono incontri tecnici, seminari, proposte di educazione ambientale e percorsi didattici, oltre alle attività di divulgazione sul web e networking con gli altri enti gestori per favorire un più ampio scambio di esperienze.

Per approfondimenti sul gambero di fiume sono scaricabili le seguenti pubblicazioni:

Video realizzato nell’ambito del progetto CRAINat (2013) 

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