Nell’ambito del progetto LIFE IP Gestire 2020, sono stati individuati in Lombardia alcuni habitat forestali di interesse comunitario il cui grado di conservazione risulta inadeguato e sui quali realizzare attività che, nel medio e lungo periodo, possano contribuire al loro miglioramento. I boschi rappresentano degli ecosistemi complessi, in grado di garantire numerosi servizi ecosistemici e che richiedono l’applicazione di modelli gestionali adeguati.

Tra le principali minacce alla conservazione della fauna e degli habitat forestali di interesse comunitario, possiamo ricordare:

  • le intense utilizzazioni
  • gli interventi a taglio raso su estese superfici
  • i tagli intensivi del sottobosco
  • la completa asportazione della necromassa
  • la diminuzione delle superfici occupate dalle fasce ecotonali di passaggio tra bosco e aree aperte
  • una determinazione del periodo di taglio basata solo sulle esigenze selvicolturali o di cantierizzazione.

Il LIFE IP Gestire 2020 ha predisposto quindi una serie di azioni per promuovere dei modelli gestionali in grado di conciliare le esigenze più marcatamente produttive a quelle di conservazione della complessità degli ecosistemi forestali.

Ambito prealpino e alpino

Gli habitat forestali individuati per il territorio prealpino e alpino sono:

Ad un gruppo di esperti – forestali, faunisti, botanici ed entomologi – è stato affidato il compito di pianificare e realizzare interventi in ambito forestale (azioni A8 e C13) in grado di integrare le esigenze di tutela degli habitat e delle specie faunistiche di interesse comunitario con i principi di gestione forestale sostenibile, migliorando sia l’aspetto compositivo-strutturale, sia l’idoneità faunistica del bosco.

Le aree di intervento (circa 150 ettari) sono state individuate all’interno del demanio forestale di Regione Lombardia, gestito da ERSAF e certificato secondo gli schemi FSC e PEFC, in base alla presenza dei seguenti gruppi faunistici, riconosciuti come indicatori di buona qualità ambientale ed il cui stato di conservazione è fortemente legato ad una gestione forestale appropriata:

  • Coleotteri saproxilici, in particolare Rosalia alpina, specie in All. II Dir. Habitat
  • Strigiformi, tra cui civetta capogrosso (Aegolius funereus) e civetta nana (Glaucidium passerinum), che frequentano prevalentemente le foreste di conifere (entrambe in All. I Dir. Uccelli)
  • Piciformi, quali picchio nero (Dryocopus martius) e picchio cenerino (Picus canus) in All. I – Dir. Uccelli.

Le buone pratiche verranno poi applicate, attraverso dei protocolli gestionali, ad altre realtà forestali di Rete Natura 2000.

Ambito planiziale e collinare

Gli habitat forestali sono a prevalenza di quercia farnia:

La farnia (Quercus robur) si trova, per molteplici cause, in condizioni di sofferenza.
Essa forma principalmente dei boschi residuali, assai distanti tra loro, caratterizzati da un’estrema frammentazione e da una limitata estensione. Questo isolamento riduce lo scambio genetico tra le diverse popolazioni, limitando nel corso del tempo i naturali meccanismi di adattamento e di evoluzione della specie.
Si accompagna poi un deperimento generalizzato della specie, a causa dello stress ambientale, sia locale, sia su ampia scala (es. cambiamenti climatici) e della pressione competitiva esercitata dalle specie forestali esotiche.

Grazie allo studio preliminare condotto da ERSAF in collaborazione con l’Università di Pavia (az. A18) è stato possibile identificare le tipologie di intervento per il miglioramento strutturale ed ecologico di questi ambiti, in relazione alle criticità evidenziate nei siti lombardi.

Sono state definite 7 schede di intervento (una per ogni Sito Natura 2000) in base alla regione biogeografica di appartenenza, allo stato di conservazione e all’estensione dell’habitat nel sito:

  1. Contenimento delle specie esotiche invasive legnose
  2. Rafforzamento della flora nemorale erbacea
  3. Ripristino dell’habitat
  4. Miglioramento della struttura forestale
  5. Contenimento del castagno
  6. Incremento e gestione della necromassa e degli alberi habitat
  7. Sensibilizzazione del pubblico generico sulle modalità di gestione dei boschi ai fini della biodiversità

Come per gli habitat forestali alpini e prealpini, anche gli aspetti gestionali dei querceti risultano importanti per favorire la presenza di alcune specie faunistiche, indicative di buone condizioni ambientali:

  • picchio nero Dryocopus martius, inserito (All. I Dir. Uccelli)
  • cerambice della quercia Cerambyx cerdo, (All. II e All. IV Dir. Habitat)
  • cervo volante Lucanus cervus, (All. II Dir. Habitat)
  • succiacapre Caprimulgus europaeus (All. I Dir. Uccelli)

Altre sono le “specie ombrello”:

  • picchio rosso minore Dryobates minor
  • cincia bigia Poecile palustris
  • rampichino comune Certhia brachydactyla
  • picchio muratore Sitta europaea

Grazie alla partnership di progetto con LIPU sono inoltre state predisposte schede descrittive di interventi a favore dell’avifauna.


Abete con i fori alimentazione dei picchi 


Abete con nido di rampichino

Ulteriori iniziative di conservazione

Il LIFE IP Gestire 2020 ha predisposto ulteriori attività di conservazione della biodiversità forestale, attraverso una idonea gestione delle fonti biogenetiche (semi) delle specie spontanee presenti negli habitat lombardi, assicurando la corretta e sostenibile produzione delle specie forestali.

Il materiale vivaistico riveste un ruolo fondamentale negli interventi di rinfoltimento vegetazionale degli habitat forestali, oltre a consentire la realizzazione di interventi di rinaturalizzazione e la creazione di corridoi ecologici.

In particolare, è stata eseguita la revisione del Registro dei boschi da seme di Regione Lombardia (RE.BO.LO. – Azione A6) e la definizione di un Protocollo per la loro gestione selvicolturale sito specifico, fino ad ora inesistente, il cui scopo è mantenere nel tempo una buona capacità di produzione del seme e tutelarne la biodiversità.


Farnie nel vivaio ERSAF di Curno 


Test di germinazione della farnia 

Altre attività riguardano il miglioramento dello stato di conservazione degli habitat forestali, in cui la farnia è tra le principali specie edificatrici (Azioni A6 e C14):

  • sono stati predisposti degli studi, coordinati da ERSAF, per la redazione entro il 2021 di un Protocollo per la gestione selvicolturale, su base genetica, di tutti i boschi di quercia farnia lombardi
  • è stata proposta l’istituzione di una Riserva Biogenetica (ai sensi legge regionale 83/86) per la Foresta Planiziale Carpaneta. La Foresta ospita un impianto arboreo naturaliforme, realizzato secondo il modello della formazione tipica della pianura padana del querceto misto planiziale, in cui sono presenti querce di 13 differenti pool genetici provenienti dall’intero bacino padano-veneto. Questo permette il ripristino del flusso genico tra popolazioni assai lontane tra loro e un arricchimento genico nel seme autoctono prodotto, che potrà essere impiegato negli interventi di conservazione e di miglioramento dei querceti esistenti
  • sono stati predisposti studi per definire entro il 2021 un Protocollo per la gestione selvicolturale e un Protocollo per la raccolta dei semi nella Foresta Carpaneta, che valorizzino la produzione di ghiande e favoriscano l’inserimento della Foresta nel RE.BO.LO
  • il progetto ha finanziato inoltre la produzione di 15.000 piantine presso il Vivaio ERSAF di Curno (disponibili per distribuzione gratuita), per favorire le attività di miglioramento degli habitat forestali quercini da parte degli Enti gestori di Siti Natura 2000 (azione C12) e promuovere l’impianto di quercia farnia nell’ambito degli interventi per il miglioramento delle connessioni ecologiche lombarde (azione C4).

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